La cultura geriatrica - intesa come conoscenza e dominio dei processi di invecchiamento - non ha avuto ancora piena affermazione in campo medico-sanitario. Questo comporta che il pi? delle volte non si sappia distinguere a pieno il limite tra il fisiologico e il patologico che distinge lanziano sano con gli inevitabili acciacchi dovuti allinvecchiamento da quello abbisognevole di supporti sanitari e/o assistenziali. Finora si ? spesso trattato lanziano con la cultura delladulto, molto diversa da quella geriatrica, con il risultato di considerare malato anche chi ha solo il torto di dimostrare i propri anni. In sostanza, mentre le et? della crescita e della piena efficienza sono ben conosciute nei loro aspetti normali e patologici, non altrettanto avviene per let? della decadenza, per la quale ci si avvale impropriamente di un altro metro di valutazione. Il risultato inevitabile di tutto questo ? che gli interventi di supporto per la terza et? possono essere scorretti, cos? come limpiego delle risorse umane e finanziare ad essa destinate. I vincoli economici sempre pi? stretti da un lato e il progressivo allargamento della popolazione anziana dallaltro rendono ormai ineludibile laffermarsi di una vera e propria cultura geriatrica non solo in campo diagnostico radiologico ma anche in tutte le altre discipline specialistiche. Questopera vuole andare in questa direzione.
La cultura geriatrica - intesa come conoscenza e dominio dei processi di invecchiamento - non ha avuto ancora piena affermazione in campo medico-sanitario. Questo comporta che il pi? delle volte non si sappia distinguere a pieno il limite tra il fisiologico e il patologico che distinge lanziano sano con gli inevitabili acciacchi dovuti allinvecchiamento da quello abbisognevole di supporti sanitari e/o assistenziali. Finora si ? spesso trattato lanziano con la cultura delladulto, molto diversa da quella geriatrica, con il risultato di considerare malato alC'